itenfrdees







La Storia di Selvino

INSEDIAMENTI TEMPORANEI

Nella notte dei tempi Selvino era il fondale di un grande mare, ne sono la prova le conchiglie di animali marini conservate fra strati di rocce facilmente rinvenibili sul monte Purito.

Durante l'impero romano il paese era invece una fitta selva, con animali anche feroci, attraversata comunque da un sentiero che serviva per il traffico di schiavi confinati nelle cave di Dossena e per il trasporto del materiale scavato. Nella grotta chiamata Bus della Comar, su un impervio sentiero per Albino, sono state infatti trovate monete e suppellettili romane.


Nell'alto Medioevo, prima di Carlo Magno, accurate ricerche scientifiche attestano che l'altopiano di Selvino era una foresta di faggi, e la tradizione orale tuttora ricorda che uno degli alimenti delle generazioni passate era la fasa ( un achenio, la faggina o faggiola, frutto del faggio). Si cita anche la gara fra i ragazzi per raggiungere la vetta del monte Purito passando da un faggio all'altro, senza scendere dall'albero. E' in questo periodo che si verificano i primi insediamenti temporanei estivi nei tegetes, specie di baite o stalle coperte da tegoli di legno o da lastre di pietra, voluti dai grandi conventi che erano divenuti proprietari di vasti terreni e avevano mandrie da mandare all'alpeggio.


INSEDIAMENTI PERMANENTI

La prima testimonianza scritta dell'esistenza del paese si trova forse in una pergamena del 955 dell'Archivio capitolare di Bergamo nella quale si legge che un certo Arimondo, figlio di Anzemondo, di Selvino, ma alcuni leggono Calvino, vende due castagni.Un insigne storico bergamasco, Celestino Colleoni, vissuto nel 1600, riporta da un antico istromento notarile la nascita di Selvino :.. ancora dominando Ottone Imperatore, Salvino della famiglia Grittis, comunemente detta Griggis cittadino di Bergamo della vicinia di S. Andrea (originari di Venezia), vedendo nella città suscitate discordie civili, per fuggir queste et altri bellici disturbi et vivere in pace fece risolutione di partirsene e così a 13 genaio, con due figlioli un nipote e tutta la famiglia, presi tutti gli arnesi e mobili di casa dalla città uscito, andossene sopra un alto monte discosto qualche diece miglia et sopra il vicino Colle fabricò un castelletto che chiamò Podiona et alcune case.


Quivi abitando egli, e crescendo di tempo in tempo, divenne una assai commoda terra, la quale dal suo primo fondatore trahendo il nome, adesso Salvino si chiama. Esiste poi una versione, citata da Mauro Casa e ripresa dal Chronicon del Reginone, secondo la quale Salvinum Gritti sè un notaio di Bergamo che si rifugia ad Albino sotto la protezione dei conti Gritti, ma poi, stanco delle lotte intestine nel paese, si trasferisce a Selvino ai piedi del monte Purito.


Nel 1195, in un rogito del notaio Valleosii, il magistrato Zilius de Curte nova riconosce ai discendenti di Salvino Grigis, e cioè a Gratio, a Gerardo, a Bonomo, a Pecino e ai loro famigliari l'appartenenza fisica al Borgo S. Andrea di Bergamo: è il cosiddetto privilegio che concede ai nati in Selvino la qualifica di cittadini di Bergamo a tutti gli effetti ed è per questo che il paese non avrà un proprio Comune e statuto se non nel 1766, con i primi segnali di un mondo nuovo. L'abitato, con un piede in Val Seriana e l'altro in Valle Brembana, è un nodo strategico ...

 

Calendario CompletoAttività Selvino Aviatico Bergamo

Questo sito utilizza i cookie, navigando nel sito accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra