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Enea Salmeggia detto "Il Talpino" (1546 - 1626)

Scarse notizie si hanno di questo pittore bergamasco, nato nella piccola frazione di Nembro che gli ha dato il nome e che è sepolto presso la chiesa di S. Alessandro in Colonna di Bergamo. Incerta la data di nascita, che non è attestata da documenti. Scarsissime le notizie di carattere personale: si sa che era figlio di un Antonio Salmeggia il cui nome patrimoniale pare fosse Gherardi o Gerardi, che contrasse matrimonio con una certa Vittoria e che ebbe sei figli: Dorotea e Isabella, morte di peste, Agata Giovanna, Chiara, Elisabetta e Francesco, questi ultimi pittori come il padre. Con il figlio Francesco mise anche bottega. Minori certezze si hanno su un soggiorno romeno, durato 14 anni, occupato nello studio di Raffaello.
Sicura la sua attività svolta a Milano, testimoniata dalle numerose opere giovanili conservate in quella città dove soggiornò. Per il resto la sua attività si svolse in Bergamo e nel territorio bergamasco. La sua arte palesa influenza di diversi pittori (Luini, Lorenzo Lotto) ai quali il Salmeggia si ispirò; la sua formazione iniziale si riferì a modelli locali nell'ambito della cultura bergamasca, bresciana e cremonese, dando luogo ad un fertile eclettismo.
Conosciamo un Salmeggia paesaggista, impegnato nella descrizione di ambienti, ritratti con maestria tale da meritarsi l'appellativo di Raffaello bergamasco; ma conosciamo snche un Salmeggia ritrattista, ricco di delicatezza e semplicità.

Nel Dicembre 1986 nell'Accademia Carrara fu allestita una mostra a lui dedicata.

Il viaggio nel mondo artistico di Enea Salmeggia inizia a Ranica, nella Chiesa parrocchiale dei sette fratelli martiri; negli altari laterali si conservano due dipinti databili ai primi decenni del '600, la Flagellazione di Cristo e l'incoronazione di spine.

- Ad Alzano nella chiesa di S. Lorenzo, nella seconda cappella della navata destra, si trova una delle migliori opere del Talpino: "La discesa dello Spirito Santo". Attorno alla Vergine, che tiene un libro aperto sulle ginocchia, vi sono gli apostoli in atteggiamento di preghiera. Nel dipinto è l'autoritratto del pittore.

- Attribuito al Salmeggia è anche il quadro dell'incontro di Cristo con la Veronica, conservato nella chiesa di Santa Maria della Pace.

- Nel paese natale Salmezza è conservato un dipinto che rappresenta l' "Heco Homo".

Rilevante il numero delle opere del Talpino conservate nella chiesa parrocchiale di Nembro: assommano a ben 27.

- A Desenzano di Albino, nel Santuario della Madonna del Miracolo (primo altare di sinistra) è conservata una Deposizione del 1622; il corpo di Cristo giace sul grembo della Madre; al lati sono le pie donne e, dietro, apostoli e santi. Sullo sfondo, in alto, il Golgota con la croci.

- Nell'altro santuario albinese, quello della Madonna del Pianto, al centro del coro, è posta una Pietà datata 1624; il corpo del Cristo è adagiato nel grembo della Vergine e sorretto dall'Apostolo Giovanni.

Attorno la figura delle donne imploranti e degli apostoli. Sullo sfondo il Golgota con le croci.

- Nella chiesa di S. Pietro, in Desenzano, è conservato uno stendardo processionale, opera giovanile che rappresenta sul recto una Madonna con Bambino, sul verso due santi adoranti il sacro calice.

- A Vall'Alta, nella chiesa di Santa Maria Assunta (primo altare a destra) è una pala dei Santi Sebastiano, Antonio Abate, Rocco e Cristoforo. Il dipinto è datato 1617.

- Anche la chiesa di Santa Lucia di Cornale possiede un quadro del Salmeggia: nella parete destra del coro vi è una tela raffigurante Santa Maddalena, Santa Lucia e Santa Apollonia.

- A Villa di Serio è possibile ammirare, nella chiesa di Santo Stefano, la preziosa pala dell'ancona centrale raffigurante Santo Stefano, San Lorenzo e altri santi adoranti la Trinità. Il quadro proveniente dalla vecchia chiesa parrocchiale è posto al centro del coro ed è datato 1625. La scena grandiosa mostra Dio Padre e il Cristo affiancati sopra le nubi con il globo fra le mani; fra di loro lo Spirito Santo sotto forma di colomba.

- Il Santuario della Madonna dei campi o del Buon Consiglio conserva due tele del Talpino: La Sacra Famiglia e i Santi Francesco e Chiara.

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